Tecnologia HPS 

Sviluppata negli anni, facendo il minor rumore mediatico possibile, apre il cammino per il lungo viaggio verso la “transizione energetica” alla ricerca della sostenibilità del modello di consumo e di soluzioni per combattere riscaldamento globale e cambiamento climatico.




Acqua e gravità, la più democratica risorsa del pianeta

La Tecnologia "Hydrostatic Power System" 

La tecnologia HPS utilizza quale “motore primo” la forza di gravità, per produrre energia elettrica sfruttando l'azione della spinta idrostatica su generatori rotanti immersi in acqua. 


Oggi siamo in grado di produrre ovunque energia rinnovabile non intermittente, sfruttando la "spinta idrostatica" detta anche "spinta di Archimede" o "spinta di galleggiamento", una potente forza ascensionale sottovalutata in passato, che riemerge a sorpresa grazie al progresso tecnologico: con essa soluzioni messe da parte o considerate obsolete acquisiscono competitività e rientrano in gioco, offrendo soluzioni prima impensabili; con essa l'industria elettrica si evolve e si libera dalle proprie scorie. 


Abbiamo disponibile, grazie a un processo fisico che non incontra limiti, una risorsa energetica a basso costo, programmabile, con possibilità di produzione illimitata, in grado di sostituire le produzioni termoelettriche e nucleari, con cui realizzare una transizione energetica integrale. 

Caratteristiche dei generatori HPS

  • Scalabili - La tecnologia, dotata di grande flessibilità, consente la realizzazione di unità di generazione elettrica di qualunque potenza; da piccole unità da 100÷200 kilowatt (KW), alloggiabili in speciali moduli containerizzati, fino ad enormi complessi industriali in grado di soppiantare le produzioni di centrali termoelettriche e/o nucleari da migliaia di megawatt (MW).


  • Alta intensità energetica - una unità di generazione da 1.000 KW di potenza occupa al suolo la superficie di circa 200 m², contro i 25.000 m² di un impianto fotovoltaico di pari potenza. 


  • Programmabili - In un sistema elettrico caratterizzato da una sempre più rilevante produzione di energia da impianti alimentati da fonti rinnovabili intermittenti (fotovoltaico, eolico), le reti elettriche tendono a divenire instabili e a rischio di blackout per l'incapacità della produzione rinnovabile di seguire variazioni della domanda elettrica. La programmabilità delle centrali a tecnologia HPS garantisce i servizi necessari alla stabilità e sicurezza delle reti elettriche aprendo la via verso un sistema energetico “100% decarbonizzato”.


  • Competitivi - Nella costruzione dei generatori elettrici si fa ricorso a componenti normalizzati, facilmente reperibili in commercio e già prodotti in grandi serie. Il costo di produzione dell'energia elettrica, di circa 1 centesimo €/KWh, dovuto essenzialmente alle spese di manutenzione, rende la tecnologia HPS il più competitivo sistema di generazione elettrica oggi disponibile sul mercato. 


  • Accessibili - Le economie più fragili, in fase di emersione, potranno cogliere i benefici industriali e sociali di tale tecnologia, generando posti di lavoro e crescita economica.

Le tappe dell'innovazione

1977-1981 - NASCITA E VERIFICA DELL'IDEA CREATIVA

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La crisi energetica del 1973 causata dalla decisione degli Stati arabi, produttori di petrolio, di tagliare del 25% le esportazioni del greggio verso gli Stati Uniti e l'Europa rese consapevoli della precarietà del sistema produttivo occidentale, le cui fondamenta poggiavano sui rifornimenti di petrolio provenienti da una delle zone più instabili del globo.
La crisi cambiò la mentalità delle persone verso alcuni importanti temi: si diffuse una maggiore consapevolezza che il sistema industriale era fragile e l’importanza del petrolio venne fortemente rivalutata, non venendo più considerata come l’unica fonte di energia possibile. 

Si iniziò a parlare di ecologia e di risparmio energetico, di fonti alternative, definizioni inserite nel vocabolario economico universale e simbolo di una trasformazione epocale nella mentalità della società internazionale.

Nel giugno 1977 un'idea, una scintilla creativa, emerse sulla possibilità di utilizzo a fini energetici della "spinta idrostatica", la stessa forza che fa galleggiare navi da migliaia di tonnellate. L'ipotesi era affascinante e inizialmente parve scontrarsi con la "razionalità dogmatica" che spesso incrosta la scienza. Tuttavia una più accorta rivalutazione dei principi fisici applicabili validò la teoria. Cominciarono quindi a delinearsi forme, geometrie, soluzioni tecniche via via più elaborate che condussero infine alla progettazione e alla costruzione di un prototipo, il più semplice da costruire date le limitate disponibilità finanziarie, il "modello basculante ": una sorta di "altalena energetica", un giocattolo trasformatosi gradualmente in un gioiello che dimostrò nel tempo piena affidabilità. 

1982-1985 - PROVE SPERIMENTALI E TEST DI DURATA  

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Il modello basculante basato sul movimento altalenante, impresso da una coppia di camere di spinta idrostatica, poste sulle estremità di un asse a fulcro centrale, le quali, riempite alternativamente con aria o con acqua esercitano una spinta verso l'alto o verso il basso a seconda della densità del fluido contenuto. Il movimento, trasmesso alle aste di due cilindri oleodinamici, genera in uscita un flusso liquido in pressione atto ad azionare il motore idraulico di un generatore elettrico.  Un sistema semplice, che converte l'energia meccanica, dapprima in energia di pressione e quindi in energia elettrica, in grado di funzionare 24 ore al giorno.

Il prototipo da 250 watt subì ben presto un incremento di potenza a 1.500 watt, ottenuto allungando il braccio di leva e l'aumentando il diametro delle calotte e dei cilindri oleodinamici, il che permise di sfruttare appieno la potenza erogabile dal generatore idraulico già in dotazione.

Per tre anni la macchina, salvo brevi fermi per sostituire elementi usurabili, funzionò in maniera egregia. Un sistema lento, con rendimento positivo che confermò, oltre ogni dubbio, la validità dell'ipotesi iniziale. 

1986-2006 - DALLA LEVA ALLA RUOTA: IL GENERATORE ROTANTE

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L'evoluzione da un sistema a leva ad uno basato sul movimento rotatorio è stato un passaggio obbligato. Si trattava di realizzare un congegno dotato di "maggiore densità di potenza", ciò ha comportato un aumento dei volumi idrostaticamente attivi e l'introduzione di sistemi di controllo più sofisticati, al fine di realizzare una macchina mantenuta in rotazione dalla sola spinta di Archimede. In tal caso la conversione dell'energia meccanica in energia elettrica avveniva in maniera più efficiente trasferendo il moto rotatorio ad un generatore elettrico per mezzo di un moltiplicatore di giri.

Nel 1989 il primo "rotore toroidale" da 2,5 KWe fu infine completato. La macchina ruotava, immersa in acqua, a circa 4 rpm (giri al minuto), gestita da un sequenziatore elettronico programmabile per il  controllo del sistema di elettrovalvole che regolava lo scambio di fluidi (aria e acqua) tra le otto camere di spinta di cui era composto. Questo primo generatore rotante rimase in attività fino al 1992, salvo sporadici fermi per interventi di manutenzione.

Con il modello seguente la taglia aumentò di un fattore quattro. Fu assemblato un generatore da 10 KWe in un container metallico da 20', per semplificarne la trasportabilità. Un generatore capace di funzionare 24 ore al giorno e di reagire in pochi secondi alle richieste del carico elettrico.

2007-2011 - INCREMENTO DI SCALA E MODULARIZZAZIONE DEI SISTEMI HPS

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Lo sviluppo successivo aveva l'obiettivo di realizzare un generatore compatto e la relativa industrializzazione, al fine di sviluppare una tecnologia di maturità commerciale, nel segmento della taglia medio-piccola, ovvero per potenze dell’ordine dei 250 kWe, potenzialmente scalabile a taglie superiori (1-2 MWe), più adatti ad affrontare la tematica della produzione di energia elettrica in modalità distribuita.

La modularizzazione degli impianti è sembrata subito la strada da percorrere al fine di realizzare una soluzione funzionale, ecologica ed economica, scalabile e replicabile, utilizzando per la costruzione dei materiali larganente disponibili a costi contenuti.

Il sistema è progettato come un’unità modulare per creare in loco qualsiasi capacità produttiva richiesta dalle utenze. Considerate le dimensioni ridotte, consente una produzione su richiesta, delocalizzata e con un’elevata flessibilità e portabilità di produzione, offrendo la possibilità di sviluppare nuove strategie di business e garantendo una maggiore flessibilità di disponibilità di energia. 

Il concept HPS rappresenta un cambiamento di paradigma: offre soluzioni a basso costo per nuove centrali elettriche o per la sostituzione di quelle esistenti, si adatta perfettamente alle politiche di efficienza energetica per le prestazioni delle reti elettriche di prossima generazione basate su fonti rinnovabili.

2013-2015 - DEPOSITO DOMANDA E RILASCIO DEL BREVETTO D'INVENZIONE

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La prima domanda di brevetto d'invenzione industriale è stata depositata nel giugno 2013 e il relativo brevetto rilasciato nel novembre 2015. 

2018-2020 - FONDAZIONE DEL NETWORK GLOBAL ELECTRIFICATION PROJECT

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Per far fronte agli impegni del Progetto Ennoa, nel 2018 è stato fondato il Network Global Electrification Project, una rete d'imprese divenuta depositaria del know-how sulla tecnologia HPS.

La Rete d'Imprese è l'organizzazione che meglio si presta ad affrontare una espansione rapida delle proprie capacità industriali, mediante l'aggregazione di numerose aziende, ed è quindi in grado di far fronte all'impegnativo compito di avviare una transizione energetica globale.

Le barriere all'entrata, basate sull'applicazione di severi criteri di selezione, a garanzia dei livelli di qualità delle imprese partecipanti, ne ha consolidato le fondamenta, permettendogli di divenire in breve tempo una struttura operativa all'altezza della sfida.

2021-OGGI - PRONTI A SOSTENERE LA SFIDA DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA GLOBALE 

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Con il varo del Progetto Ennoa e il conseguente trasferimento globale di tecnologia, siamo pronti ad avviare - con l'energia del pianeta - la tanto attesa transizione ecologica.